Rapsodia in Blue – Piazza Turati (piàsa vécia), Casalmaggiore, 8 settembre 2018

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CASALMAGGIORE – Una serata davvero bella ed intensa quella di sabato sera in Piasa Vècia, un potpourri di allegria, divertimento, musica, teatro, impegno civico, panini con porchetta e birra, emozioni e commozione; tutto questo in una delle nostre piazzette più suggestive, in una altrettanto suggestiva notte di fine estate.

L'immagine può contenere: 8 persone, persone che sorridono, persone in piedi

Dopo l’aperiponte di venerdì, che ha riscosso un successo inaspettato, i Casalmattori, interpellati a parteciparvi con un intervento teatrale, hanno proposto di farlo il giorno seguente in piazza Turati, in quanto temevano che sul ponte si sarebbe disperso e non avrebbe reso, ed hanno avuto ragione. Così si è deciso di chiedere la collaborazione al Tato e alla Paola che hanno subito sposato l’idea con entusiasmo, attivandosi per essere degnamente di supporto alla serata. Ci sono riusciti benissimo e la collaborazione ha sortito qualcosa di veramente piacevole.

Alle 19.00 gli HOME MADE QUARTET, gruppo musicale davvero speciale, un quartetto a conduzione famigliare di una potenza e di una bravura straordinarie, han dato il via alla serata con brani soft per accompagnare l’aperitivo. Alla voce e alla chitarra papà Ettore grandioso musicista con una voce calda e potente, alla voce solista la figlia Beatrice, di soli diciotto anni, cantante e studentessa di canto lirico, che ha fatto venire pelle d’oca e pelo dritto a tutti i presenti, all’ armonica a bocca e alla batteria i cognati di Ettore: Andrew, originario del Galles e persona simpaticissima, e lo straordinario Guido, di provenienza cremasca che ama Casalmaggiore forse più degli stessi casalaschi. Questi tre moschettieri hanno sposato le tre sorelle Toschi nate e cresciute qui. Alle 20.30 circa, ha preso la parola Paolo Antonini, presidente del comitato TPT, che egregiamente ha spiegato quanto Trenord, RFI e gli amministratori locali facciano da scaricabarile sulle responsabilità di una linea ferroviaria da terzo mondo, che invece di essere da supporto al disagio derivante dal ponte chiuso, va ad ulteriore danno dei pendolari. E non sono solo i pendolari a penare della situazione ma anche l’economia di un territorio che sempre più somiglia ad un luogo fantasma. Ringraziando poi tutti, chiude giocando con la parola “drama” che in greco significa azione, rappresentazione, sottolineando che dramma è pure il disagio che in tanti oggi stanno vivendo e augurandosi che la rappresentazione, ovvero “drama” dei Casalmattori, serva a dare voce al “dramma” di un territorio che deve tornare a vivere.

Dopo di che ha avuto inizio la piccola incursione teatrale, una pièce prevalentemente mimata, con la Rapsodhy in Blue di Gershwin a far da colonna sonora e un breve monologo finale. La scena si apre su di una sala d’aspetto di una stazione ferroviaria mentre un addetto alle pulizie sta ramazzando il pavimento. Entrano i personaggi: il professore, la suora, la mamma, la signora che torna dallo shopping compulsivo, il metallaro, la ragazzina frivola e non manca nemmeno la senza tetto che si rifugia lì per la notte. Il treno è in ritardo, e un pò come Godot, lo si attende invano. Iniziano così le nevrosi di ognuno, chi chiama a casa, chi impreca, chi si agita, chi trova lo spirito per fare il marpione con la giovane. Si assiste poi a un vero e proprio assalto al capo stazione che ovviamente non ha risposte e che è costretto a richiamarli all’ordine col suo fischietto; a quel punto tutti tornano a sedere rassegnati e la barbona può finalmente dormire. Ma ecco che si scorge una valigia……. Non è di nessuno e la paura che contenga una bomba semina panico. A qual punto, fa irruzione uno strano personaggio clownesco, che riconosce come sua la valigia ed esulta di gioia. Tutti lo guardano con curiosità, che si trasforma in stupore, quando il clown apre la valigia e ne escono parrucche, nasi rossi e palloncini, mentre la musica si fa più dolce. A quel punto il clown traveste tutti ed ecco, che per magia, le nevrosi scompaiono e si torna quasi bambini: inizia un carosello di allegria, tutti riscoprono il loro corpo, giocano, ballano insieme, socializzano, si abbracciano, ritrovano la loro umanità e del treno non importa più nulla a nessuno. La rappresentazione si chiude con un monologo tratto da “Riforme” di Georges Feydeau, una parodia sulla politica e sulla condizione umana perfettamente in tema ed attualissima. Il monologo è adattato e magistralmente interpretato da Stefano Donzelli, giovane attore che spesso collabora coi Casalmattori, mentre l’intera pièce è pensata, ideata e diretta da Arianna Novelli.

Giovanna Anversa 

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