B2B e-commerce in Italia

La maxi-filiera B2B nel nostro Paese è costituita infatti da oltre 5 milioni di imprese, di cui una su quattro sorge in distretti industriali. Quanto alle dimensioni delle realtà aziendali, in Italia si contano circa 4.500 grandi imprese, 250.000 PMI, 1,5 milioni di microimprese e 3,2 milioni di imprese individuali. Del fatturato totale di tutte queste realtà italiane, solamente il 25% rappresenta transazioni con il consumatore finale. Dunque il valore del mercato B2C in Italia è di gran lunga inferiore rispetto a quello generato fra imprese.

In Europa nel 2017 L’ECOMMERCE B2B è cresciuto del 19% e ora vale 310 MLD DI EURO. Nel 2016:

  • 120mila imprese hanno adottato soluzioni di eCommerce B2B (+20%).
  • 12.000 imprese (+9%) scambiano 150 milioni di documenti digitali (+36%) tramite EDI.
  • 430 tra Extranet e Portali B2B connettono oltre 120.000 organizzazioni.
  • 250 i grandi portali di eProcurement.

Nel 2018 Il B2B e-commerce ha raggiunto un valore di 335 miliardi, con un incremento dell’8% rispetto al 2017. Circa 200 dei 335 miliardi, cioè il 60% dell’eCommerce B2B italiano, è prodotto da 6 filiere:

  • automobile (25%)
  • largo consumo (22%)
  • farmaceutico (6%)
  • tessile-abbigliamento (3%)
  • elettrodomestici ed elettronica di consumo (2%)
  • materiale elettrico (2%).

Tutti settori caratterizzati da una buona diffusione dell’EDI, grazie alla presenza, spesso, di associazioni di filiera che hanno adottato e diffuso standard di scambio elettronico dei documenti tra gli aderenti. L’incidenza dell’eCommerce B2B di aziende italiane verso imprese estere, è pari a 130 miliardi (il 26% del transato totale verso l’estero). Ci attendiamo che la fatturazione elettronica obbligatoria avrà un impatto positivo sulla futura crescita anche del mercato interno.

I 10 trend da osservare per capire come cambierà l’e-commerce B2B

1. L’e-commerce è in crescita ma rappresenta il 9,1% delle vendite retail. La parola chiave è strategia omnicanale: le aziende non devono trascurare i clienti che acquistano in negozio e al contempo migliorare l’esperienza di acquisto online sulle piattaforme e-commerce

2. L’e-commerce B2B sta sovrastando il B2C. Il volume delle transazioni degli e-commerce B2B ha raggiunto i 7,66 trilioni di dollari nel 2017, a fronte di 2,14 trilioni di dollari dell’e-commerce B2C.

3. L’e-commerce Automation è accessibile alla maggior parte delle aziende.

4. La frammentazione è la sfida dei prossimi anni. Con la proliferazione dei device è mutato l’uso che i consumatori fanno dei media, Ogni canale ha le proprie peculiarità e le campagne marketing devono essere coordinate per ottenere la massima efficacia.

5. L’e-commerce multicanale è la soluzione alla frammentazione. La maggioranza degli utenti effettua un acquisto dopo aver interagito con almeno 2 touch-point. Perciò è essenziale progettare un’infrastruttura per la propria attività commerciale che mantenga e gestisca il retailing multicanale.

6. Le potenzialità degli e-commerce internazionali non sono abbastanza sfruttate. Come si evince dal grafico, il mercato si sta espandendo soprattutto in Asia, dove si concentrerà l’85% della futura classe media entro il 2020. Occorre cogliere questa opportunità affidandosi a partner di fiducia per raggiungere Paesi in cui vigono regole e vincoli differenti.

7. Il mobile sta diventando la modalità preferita per l’acquisto online. Nonostante la crescente prevalenza del traffico mobile sui propri siti e-commerce, i retailer stanno ancora cercando di comprenderne la portata. Alcuni utenti si limitano a guardare i prodotti, altri invece sono a proprio agio nel fare acquisti via smartphone. Nel Regno Unito, per esempio, le vendite via mobile sono triplicate nella prima metà del 2017.

8. Il Social Selling è una realtà consolidata: in media un adulto trascorre 5 ore al giorno sui propri device e il 50% del tempo lo passa sui social. Secondo una ricerca di Flurry, il 18,2% degli utenti ha acquistato prodotti direttamente sui social media. Nei prossimi anni questa percentuale aumenterà, via via che gli early adopter valideranno questa modalità di acquisto.

9. I micro-momenti sono il nuovo campo di battaglia. Il marketing è sempre più granulare, perciò è fondamentale presidiare quegli istanti in cui un utente decide di soddisfare un bisogno o una necessità. Per fare questo occorre ottimizzare ogni singolo dettaglio, dalle email transazionali alle notifiche di spedizione, dalle conferme di avvenuto acquisto agli aggiornamenti degli status.

10. I contenuti sono il Sacro Graal dell’engagement per gli e-commerce. I contenuti efficaci devono essere utili, didattici e devono intrattenere. Secondo Hubspot, l’utilizzo di contenuti efficaci può raddoppiare il tasso di conversione di un sito dal 6 al 12%.

CONCLUSIONI

I cambiamenti decisivi per gli e-commerce, in definitiva, non saranno i droni, bensì una serie di piccoli passi che le aziende dovranno seguire per adattarsi ed evolversi, approfittando delle nuove opportunità – fornite dalla tecnologia – per presidiare con efficacia i clienti consolidati e per intercettare con successo i potenziali clienti.

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